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Aiutare i bisognosi.
Quante volte avrò sentito questa frase. Scontata. Vero?
ho sempre dato poco peso a questa frase. Poi negli anni… crescendo?
mi sono avvicinato alla “teoria” dell’aiutare
si perchè con gli anni… ho imparato che aiutare non è solo una pratica
ma è anche una teoria che serve a coltivare la felicità propria e degli altri.
L’aiutare di cui vorrei parlare non è quello inteso come economico/materiale
ma quello della comprensione della diversità.
Per questo diventa teoria e non solo pratica.
“Il superfluo si misura sul bisogno degli altri” diceva Karol wojtyla…
il “superfluo” si misura “sul bisogno” degli altri….
qui è racchiusa l’entità della “teoria” dell’aiuto.
si perchè non puoi misurare quello di cui ha bisogno una persona
in relazione a quello di cui hai bisogno te.
Ognuno richiede delle attenzioni diverse, dei bisogni diversi..siamo persone diverse . Tutti diversi.
“L’aiutare in teoria”  quindi è ricercare dentro di noi la capacità di tollerare
il bisogno altrui che può essere totalmente lontano dal nostro essere.
La Difficoltà più grande quindi, non sta nell’aiutare alla “nostra maniera”
ma nel “tollerare” l’aiuto che ci viene richiesto pur essendo lontanissimo da noi.
Nel non accettare i “bisogni” richiesti invece manifestiamo soltanto la nostra arroganza e presunzione
nel pensare che “noi” abbiamo capito la vita
che “noi” sappiamo quello di cui c’è bisogno… nella vita di tutti…
Invece spesso, purtroppo, non riusciamo  nemmeno ad aiutare la persona più vicina a noi,
riuscendo a farla sentire inadatta e incapace… ed è questa la vera tristezza.
“La prima virtù di cui ha bisogno l’anima che tende alla perfezione… è la carità.” (Pio da pietrelcina)
 
Sulla difficoltà del tollerare ci vediamo presto!

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