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La trasmissione #presadiretta di lunedì sera su Rai3 ha fatto Riemergere il problema, per chi se ne fosse scordato, dei maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine nei confronti di presunti colpevoli e addirittura di confermati innocenti.
Non è mai giusto morire ragazzi. Ma non lo è in maniera assoluta se è per mano di chi la giustizia dovrebbe rappresentarla.
Quello che ho visto decine e decine di volte frequentando gli stadi per diversi anni, è quello che ieri sera ha scandalizzato e inorridito coloro che hanno visto per la prima volta le violenze e i soprusi che a volte vengono perpetrati all’interno di questure, per strada, allo stadio o in altri luoghi di aggregazione da parte delle forze dell’ordine.
Non farò certamente di tutta una erba un fascio, non lo faccio mai in generale, ma che ci sia un problema da risolvere è evidente e sotto gli occhi di tutti e penso che fondamentalmente il problema sia il grado di giusto (giustizia) che diamo alle cose.
E’ giusto spaccare la testa a un delinquente?  è giusto picchiare e legittimare la violenza “perché il soggetto dava in escandescenza”?
Voglio partire dalla parte del torto. Voglio partire contro e dare, così per accentrare il discorso, ragione alla polizia e dire, “si quelli che avete ucciso, picchiato, menomato e umiliato erano tutti delinquenti, quindi?”
L’essere delinquenti in un paese dove ci sono leggi (forse troppe) giudici, PM, GIP, più avvocati che telefoni,  può portare a morire per mano delle forze dell’ordine?
Io che non posso scrivere su uno striscione uno sfottò allo stadio perché sennò rischio di spendere 5000€ d’avvocato, di prendermi una denuncia e passare 3 anni a firmare tutte le domeniche, devo accettare soprusi e violenze? io devo ancora accettare a distanza di 13 anni i fatti del G8! tanto si casca sempre lì, perché credo fermamente che Genova sia stato uno spartiacque decisivo per il rapporto tra politica e società civile.
Se fino al G8 i soprusi della polizia (ne è piena la nostra storia di morti misteriose avvenute in questure o per mano della polizia di stato, caso Pinelli su tutti) avevano colpito principalmente gruppi di attivisti (fossero essi politici, sportivi, sociali o economici) e quindi fossero stati giustificati socialmente da chi non ne faceva parte con il solito “perché quelli sono delinquenti” è con il G8 che si inizia a legittimare e giustificare soprusi, abuso di potere e violenze da parte delle forze dell’ordine anche contro persone comuni e ben lontane da gruppi  definiti pericolosi.
E’ documentato e ormai anche giudicato in tribunale, quello che è stato fatto da una parte delle forze di polizia a Genova e in decine e decine di altre situazioni. Nessuno ha pagato
E’ documentato e denunciato dagli stessi sindacati di polizia il modo con cui vengono allontanati e degradati gli sbirri che di fronte a violenze inaudite hanno denunciato i colleghi, ed è documentato anche come gli stessi colleghi denunciati siano stati invece promossi, nonostante depistaggi, insabbiamenti e condanne anche per omicidio volontario.
L’avvocato Fabio Anselmo,  avvocato di Cucchi, Aldovrandi, Uva e di troppi  (a detta sua) ragazzi che hanno subito violenza, dice che i processi contro le forze dell’ordine sono più difficili di quelli per Mafia e nel paese che l’ha inventata la Mafia, la dice fin troppo lunga.
Nella riforma della giustizia (cara alla destra) deve essere obbligatoriamente inserita una riforma per le forze dell’ordine, dove viene inserito un protocollo sulle pratiche di fronte ad un’emergenza, controlli seri e severi sulle persone, numero identificativo sui caschi della celere come in tutta Europa, cara a tutti i politici,  perché non posso sentire il ministro Alfano dire: ” il numero identificativo Metterebbe a rischio la sicurezza e l’incolumità dei servitori dello Stato”
perché? potrei andare a cercare a casa un poliziotto? e perché?  e negli altri stati come fanno?
Loro si possono tutelare dal non essere identificati, io invece devo vivere nel terrore che se mi ferma una volante per un controllo, a seconda di come rispondo, potrei lasciarci la pelle? C’è qualcosa che non torna.
Tornano al loro lavoro con la pistola nella fondina nonostante le condanne a omicidio colposo e volontario (Spaccarotelle è stato in servizio quasi 4 anni prima della condanna definitiva per omicidio volontario e non è il solo!) e io non posso fare neanche un concorso pubblico se ho una condanna? c’è qualcosa che non torna.
Voglio mettere in evidenza anche le difficoltà del lavoro del poliziotto, è notizia proprio di oggi che ne sono stati feriti due a Napoli e uno è grave purtroppo. Questo è innegabile.
Dovrebbero avere ben presente, dentro di se, che il loro lavoro è molto importante per la comunità e proprio per questo è fondamentale che siano integerrimi al massimo per quanto riguarda il rispetto della legge, che siano proprio loro i paladini indiscussi della legalità, dell’onestà e che siano loro i primi a lottare per la verità e la giustizia.
Ginevra ha 6 anni, lunedi ha visto i primi 10 minuti  di Presa diretta e mi ha chiesto: “Babbo ma loro, non erano quelli buoni?”
 
.si..dovrebbero.
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Nella foto ragazza denunciata per  VIOLENZA SESSUALE  perchè baciò sul casco un poliziotto durante le manifestazioni NoTav.
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/no_tav_denunciata_ragazza_bacio_poliziotto_torino_lione/notizie/404372.shtml 
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/01/03/presadiretta-morti-di-stato-6-gennaio-su-rai3-alle-21-in-diretta-con-iacona/259860/

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