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Ancora una volta.
Le notizie arrivano frastagliate, sono le 2.06 di giovedì sera, leggo giornali che battono notizie velocemente e ad ogni aggiornamento aumentano i corpi rimasti sul lungomare.
Si, il lungomare di una città di mare, in pieno luglio in una serata di festa nazionale.
L’ennesima città colpita dalla follia umana, dalla follia dell’odio e del rancore.

L’ennesima città fregata e uccisa nel momento del divertimento.
Non basterà dire “andiamo avanti” o ” non ci fate paura”.. perché di paura ne abbiamo già.
Non basterà dire cosa vogliamo e possiamo fare per difenderci.. abbiamo già detto tutto.
Adesso cosa diremo.. forse ci chiederemo solo dove e quando toccherà anche a noi.

Anche cercare dietrologie, giustificazioni, morali o vendette adesso non servirà a niente e nelle prossime ore avranno parola solo quelli con la soluzione in tasca, pronti a pontificare su tutto… pacifisti convinti o guerrafondai.. i Je sui Nizza, e “negri di merda”, gli “islamici bastardi e i facciamoci un parcheggio..” nessuno che si fermerà, un minuto, nessuno che penserà: ma dove stiamo andando?      Riempiranno social e blog con sentenze e giudizi da difensori della giustizia e detentori della verità stile Trump.

E il problema nel problema sarà che nessuno potrà fermarli, questi fenomeni da social.
E così il circolo di odio si crea si fomenta e crea a sua volta ancora odio.

In questi momenti avere fiducia nel futuro è l’atto più difficile da fare, ma è anche quello più importate e utile.  

Perché è in questi momenti che dovremmo,  quasi per forza, provare, ancora una volta, ad andare oltre le proprie paure, le proprie rabbie e il proprio odio… cercando, con sforzo, di tramandare pace, tranquillità e rispetto.
Fermiamoci porca miseria, pensiamo e fermiamoci, partecipiamo attivamente al cambiamento del mondo in cui viviamo, guardandoci un po’ intorno.
Ma poi… dove cazzo corriamo?
Sono le 2.24. I morti adesso sono 80.
 
#nizza #stophate #terrorismo
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Sonia Guidi, una brava persona, non è tra loro di Nizza, ma se n’è andata oggi nel silenzio incasinato della nostra città e la volevo salutare. Ciao Sonia un caro abbraccio.
 
 
 

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