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Tratto dalla mia DinamoLetter del 13 Settembre, per iscriversi vai qui: http://www.mircodinamo.it/iscriviti-alla-dinamoletter/
“Le Americane sono extracomunitarie. I carabinieri Italiani. #foppeddivvelo
Questo era il mio post facebook. Una provocazione, certo, e chi mi conosce lo sa.
Una provocazione sul come gestiamo e affrontiamo le situazioni in relazione a chi fa che cosa.
Uno stupro è uno stupro e la violenza fisica perpetrata su persone più deboli (che siano donne, bambini, anziani, uomini in difficoltà è la stessa cosa) è uno degli atti più vili che si possa commettere.
Altra cosa è il giustizialismo da social, che fa schifo.
Perché è giustizialismo da “du euro”, da bar e fatto da gente da bar, come sono io per carità.
Ma dovremmo avere il buon senso di non spingerci oltre la semplice ricerca della verità delle cose e degli eventi, e usare fonti certe e autorevoli.
Insomma dovremmo prenderci meno sul serio a volte, ritornare sul pianeta terra della normalità, mollando il piedistallo del “son ganzo perché se dico “risorsa” mi mettono i like” e cercare la verità prima di condividere qualsiasi bischerata si trovi su Facebook.
Ma è quest’idea, che le opinioni sono verità, che butta tutto in caciara, sparando numeri senza dati, senza riscontri, perché meglio il casino che il niente, perché nel buglione qualcuno abbocca.
E tutto sempre per i soliti like, che poi si possono tramutare in voti.. e per alcuni in soldi con il clickbait, caro a qualche famoso blog.
È così che l’opinione di un qualsiasi signor nessuno diventa più forte di fior fiori di medici, scienziati, giudici, costituzionalisti e avvocati che hanno studiato tutta una vita su un argomento. Anche questo è deprimente.
Sopratutto per chi ha passato una vita su un argomento e si vede beffeggiato, insultato, offeso e delegittimato del ruolo da baristi, parrucchieri e muratori, con tutto il rispetto per i miei mestieri di gioventù (a parte il parrucchiere)
E mentre spariamo sentenze già passate in giudicato sulla malaria che è stata portata sicuramente dagli immigrati senza aspettare le indagini mediche, attendiamo fiduciosi il lavoro dei magistrati e le indagini sui due carabinieri.
E mentre siamo certi che i vaccini causano la morte della maggior parte dei bambini, crediamo alle scie chimiche e alle Sirene, che gli attentati siano spot cinematografici e che i campi di concentramento non siano mai esistiti. Roba da matti, ma siamo inzuppati di qualunquismo e idiozie ogni giorno, in ogni momento.
Difficile salvarsi dalla falsità delle persone e delle notizie.
Al circolino c’è sempre stato l’imbecille di turno che “poerino un capisce nulla” e allora quando arrivava ti allontanavi… ecco, Facebook li ha raggruppati tutti, li ha fatti alleare e insieme hanno aperto il loro circolino, dove si ritrovano con pagine inutili, dove si incattiviscono, fomentano, dove si fanno male a vicenda, alla fine si dividono finendo per odiarsi su tutto.
Tutto questo non fa bene, a nessuno. Non fa bene alla politica, alle persone, agli eventi, alla giustizia, ma nemmeno all’essere umano in generale.
Oggi il grande circolino condanna, uccide, massacra e spesso delegittima qualsiasi professione a suon di “è così” con commenti razzisti, beceri e degni dei peggior bar di periferia.
Fascisti che tornano alla ribalta e che manifestano di essere fascisti, fascisti che pensano di non esserlo ma che poi sono peggio di quelli veri, quelli che “le donne vanno difese” e poi danno della puttana alla Boldrini. Fate schifo.
Si punta sempre di più il dito sul chi e sempre meno sul cosa.
La legge deve essere uguale per tutti: indagini, processo, condanna o assoluzione. Punto.
E anche l’approccio alle notizie deve essere questo.
Ma come piace che sia un “negro” o una “risorsa” a stuprare una “nostra” donna per poter affermare le nostre teorie complottistiche e razziste… con titoli di giornali destroidi e fascisti.
Anche basta.
È arrivato il punto di schierarsi seriamente da una parte o dall’altra e le squadre sono solo due, chi sta con gli esseri umani a prescindere e chi no.
Non ci sono altre squadre, non c’è “sto con loro peró, ma..” no, non ci possono più essere ancora dei “ma” a dividere.
E se stuprano una donna, torturano un uomo, rapiscono un bambino è pari, di qualsiasi mondo sia, di qualsiasi ceto sia, in qualsiasi parte del mondo abbia i suoi piedi appoggiati o in qualsiasi parte del mondo li voglia appoggiare.
Se poi vi serve tanto cercare una scusa per la vostra frustrazione personale, cercatela dentro di voi, e insegnate ai vostri figli l’uguaglianza e non la libertà, perché al grido di libertà ci sguazzano spesso quelli che la libertà è sparare al ribasso su argomenti come l’umanesimo attivo e la compassione, che non vuol dire pietismo.
Il pietismo era usato durante il fascismo nei confronti di chi difendeva gli ebrei, oggi è stato coniato il “buonismo”, per indicare persone che credono nei valori dell’essere umano in quanto tale, e che prendono le difese dei più deboli.
Credere negli esseri umani, nella loro fallibilità, nella loro bontà, ma anche nella loro uguaglianza, è un principio fondamentale che una città come Firenze non può e non deve dimenticare mai.
Augh.
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